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lunedì 8 maggio 2017

"Scala dei Turchi Express", da Porto Empedocle a Palermo a bordo del treno storico

Ferrovie Kaos e Fondazione FS Italiane ripropongono per il secondo anno consecutivo il treno storico "Scala dei Turchi Express". L'appuntamento è per domenica 28 maggio.

La partenza del treno è prevista alle ore 9.40 circa dalla stazione di Palermo centrale e saranno effettuate le seguenti fermate fino a Porto Empedocle Succursale: Bagheria (9.56), Termini Imerese (10.12), Roccapalumba (10.37), Cammarata/San Giovanni Gemini (11.00), Campofranco (11.20), Aragona Caldare (11.35), Agrigento Bassa (11.45), Tempio Vulcano (11.53), Porto Empedocle (12.05).

Giunti nella cittadina marinara, un bus garantirà i collegamenti con la Scala dei turchi dove sarà possibile fare il bagno. Il ritorno è programmato sempre da Porto Empedocle alle ore 18.15.
"Abbiamo voluto riproporre questo tragitto - spiega il presidente di Ferrovie Kaos Marco Morreale - in base all'esperienza dell'anno scorso: per diverse settimane sono arrivate continue richieste di informazioni circa la possibilità di viaggiare in treno storico dal capoluogo fino alla Scala dei Turchi, sito di grande richiamo turistico, che anno dopo anno fa registrare migliaia e migliaia di visitatori".

giovedì 13 aprile 2017

Valle dei Templi, aperto il percorso ipogeo alla Kolymbetra

È aperto da ieri il nuovo percorso ipogeo che collega il Giardino della Kolymbetra alla Porta V dell’antica cinta muraria di Agrigento. Strutture cunicolari scavate dall’uomo in diverse epoche al di sotto dell’antico centro di Akragas e del paesaggio della valle, gli ipogei di Agrigento sono stati realizzati nella stessa roccia utilizzata per i principali monumenti della città e per buona parte del centro storico: la calcarenite gialla pleistocenica.
Le fonti storiche fanno risalire al 480 a.C. il periodo in cui iniziarono i lavori per la costruzione di queste strutture sotterranee, realizzate in parte per assolvere al fabbisogno di acqua, in parte per immagazzinare derrate alimentari, e altre ancora da utilizzare come vere e proprie cave di conci di calcarenite. Queste cavità vennero poi sfruttate in tempi più recenti come rifugi antiaereo durante le due guerre mondiali.
Il nuovo percorso ipogeo nel Giardino della Kolymbethra è una cavità interessante dal punto di vista archeologico, speleologico e naturalistico. Di facile percorribilità, si sviluppa nel sottosuolo per circa 185 metri e presenta tre ingressi: due all’interno della Kolymbethra - il primo nel vallone e il secondo in corrispondenza della biglietteria Fai - e uno nell’area del Parco Archeologico nella zona di «Porta V».
Fra le peculiarità riscontrate nella galleria, la presenza lungo le pareti di nicchie scavate nella roccia per far posto alle lucerne a olio e di «pedalore» sulle pareti verticali del pozzo, atte a consentire la discesa e la risalita all’interno della cavità.
Sono previsti due percorsi di visita: il primo, della durata di circa 120 minuti, può essere effettuato liberamente o con guida autorizzata e conduce dal Tempio di Giunone fino al Tempio dei Dioscuri; il secondo, di circa 40 minuti, guida i visitatori alla scoperta dell’antico agrumeto della Kolymbethra e dei suoi molteplici significati storici e culturali, rappresentati anche dagli acquedotti ipogei Feaci del V secolo a.C..

www.gds.it

venerdì 24 marzo 2017

A piedi da Palermo ad Agrigento: la Sicilia riscopre la Magna Via Francigena

Un’antica via percorsa nei secoli da pellegrini, commercianti, soldati e viaggiatori. Un tracciato che univa insediamenti, villaggi o centri embrionali di traffici e scambi.  E, soprattutto, due mari, due porti. Da Palermo ad Agrigento è tornata alla luce, dopo secoli di abbandono, la Magna Via Francigena, un percorso di circa 160 km che attraversa 15 comuni, 3 provincie e diverse diocesi.

Presentato nella sede della curia di Agrigento, il progetto recupera e promuove questo originale percorso che permetterà, a tutti gli amanti del cammino, di avventurarsi alla scoperta della Sicilia interna e delle sue ricchezze rurali. L’inaugurazione vera e proprio ci sarà a giugno, con il primo cammino ufficiale, ma già nei mesi precedenti guide ambientali escursionistiche accompagneranno camminatori e appassionati per regalar loro qualche “assaggio” di alcune delle 8 tappe previste. “Solo il procedere a passo lento permette di scoprire la vera bellezza – spiega il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento -. Il pellegrino infatti possiede uno sguardo diverso, un di più che tanti turisti non hanno: possiede il cielo…”.

“Il percorso tocca tutta una serie di piccoli centri dove fino a qualche anno fa sarebbe stato difficile pensare di portare qualcuno a camminare – spiega a Palermo Today Davide Comunale, dell’associazione Cammini Francigeni di Sicilia -.  È un percorso che cerca di ritrovare un po’ le origini della nostra storia normanna e il nostro rapporto tra le componenti arabe e musulmane. Chi arrivando dall’estero o dal nord Italia si è ritrovato a camminare nel nostro percorso si è stupito nell’incontrare dei paesaggi che erano fuori dalle loro aspettative. I cammini francigeni sono cammini di resistenza, la resistenza della gente che vuole far conoscere il meglio del proprio territorio e investe energie perché ci crede”.

Promosso dal comune di Castronovo di Sicilia e dal partenariato diffuso di tredici Comuni, dalla diocesi di Agrigento e con il supporto dall’associazione Amici dei Cammini Francigeni di Sicilia, il tracciato è aperto a tutti, turisti in cerca di emozioni, trekker, sportivi, etnologi, collezionisti di pietre antiche, appassionati di chiese romaniche e chiunque ami viaggiare a piedi. Un gruppo di ricercatori ha messo a sistema i lavori sulla viabilità storica dell’Isola dal periodo greco-romano a quello borbonico, concentrandosi su un momento specifico: l’arrivo dei cavalieri Normanni in Sicilia alla fine dell’XI secolo d.C. La collaborazione con i principali poli universitari nazionali ha permesso di approfondire lo studio bibliografico e cartografico del sistema stradale del periodo in questione, e di mappare il territorio, attraverso la collaborazione dei camminanti, alla ricerca di testimonianze, monumenti e resti visibili. 

Lungo la Magna Via Francigena per mangiare e dormire si potrà scegliere tra accoglienza “pellegrina”, organizzata da parrocchie o associazioni, case dei “paesi albergo”, dove i privati aprono le porte delle proprie abitazioni con un prezzo calmierato, ostelli della gioventù o classici bed and breakfast, agriturismi e hotel.

www.gazzetta.it

venerdì 10 marzo 2017

“Canti Cuntu e Focu della Sicilia Bella” il 12 marzo ad Agrigento


Dopo il successo al Castello di Racconigi (Piemonte), durante l’evento “Eccellenze a Confronto Piemonte-Sicilia”, organizzato da Sicilia in Europa per il suo decennale, ritorna, domenica 12 marzo, nella Terra degli Dei, “Canti Cuntu e Focu della Sicilia Bella”, con Ilaria Bordenca e Fabio Gueli (Regia e Adattamento Testi Ilaria Bordenca).


L’evento, inserito all’interno di un percorso, è stato organizzato dal Fai-Giardino della Kolimbetra, di cui direttore Giuseppe Lo Pilato, e responsabile turismo, Federica Salvo, per l’associazione siciliana piu’ numerosa e conosciuta, Siciliando (presidente e fondatore Vincenzo Perricone). Il percorso si sviluppera’ dalla vista guidata della Kolymbetra alla premiazione del Mandorlo in Fiore. Nell’intermezzo della giornata a Villa Atena si svolgerà la performance teatrale “Canti Cuntu e Focu della Sicilia Bella”, una mise en espace intrisa di antichi e contemporanei fantasmi, impastata di fuoco sacro di Sicilia, terra baciata, amata e riamata dal sole, e come ogni rovescio della medaglia, anche offuscata da mille ombre.

La performance completa viaggia tra musica, teatro, canto, teatro-danza, contact, cuntu, giocoleria e danza con il fuoco. La Sicilia in “Canti Cuntu e Focu” diventa la metafora di alcuni dilemmi esistenziali e universali. Una performance ricca di desiderio di ritorno alla bellezza e allo stupore, alla dignita’ e alla forza autentica dell’individuo.